Inquadramento territoriale e storico
Introdacqua sorge a 642 metri di altitudine, alle pendici del monte Genzana, in un territorio frequentato fin dall’Età del Ferro, come attestano le tombe a circolo e l e mura megalitiche del monte Plaia. Numerose epigrafi documentano la presenza di insediamenti in epoca romana, mentre l’origine dell’attuale centro abitato risale al Medioevo.Il patrimonio monumentale conserva i resti del borgo medievale con torre cintata (XII secolo), palazzo Trasmondi (XV secolo), la chiesa della Santissima Annunziata (XII secolo, con campanile romanico),laSantissimaTrinità (fondata nell’XI secolo e rimaneggiata nel XVIII), la chiesa del Santissimo Sacramento (XVII secolo), oltre a emergenze civili come la Fonte Grande e l a Fonte della Strega, legate anche all’immaginario popolare.
Economia tradizionale e trasformazioni sociali
Fino alla metà del Novecento Introdacqua presentava un’economia agro-pastorale complessa, fondata sulla coltivazione della canapa e del lino, su ortaggi e frutta per il fabbisogno familiare, sull’allevamento ovino e sulla transumanza. A questo si affiancava un artigianato articolato: lavorazione del ferro, del rame, del legno, della pietra e della terracotta. Erano attivi un mulino e una segheria ad acqua. Il passaggio a un’economia industriale e terziaria ha prodotto una progressiva disarticolazione del sistema tradizionale, accompagnata da una forte emigrazione verso Stati Uniti, Canada e Venezuela, oltre che verso Roma e Sulmona. Il legame con gli emigrati è rimasto intenso e ha trovato una forma istituzionale nel Premio internazionale di letteratura Pascal D’Angelo, dedicato al poeta introdacquese autore di Son of Italy. Negli ultimi decenni il paese ha recuperato parte della popolazione grazie al rientro di emigrati in età pensionabile e a una politica urbanistica che ha favorito l’espansione residenziale. Oggi l’economia si basa su pendolarismo verso Sulmona, piccole attività commerciali e di ristorazione, edilizia, agricoltura e allevamento a scala familiare, oltre a nuove iniziative come un allevamento di asini. Introdacqua fa parte del Club dei Borghi più belli d’Italia.
Andamento demografico
XX secolo 4.498 abitanti - Comunità agricolo-artigiana strutturata
Anni ’50 3.070 abitanti - Avvio dello spopolamento
Anni ’80 1.577 abitanti - Emigrazione consolidata
Oggi 1.681 abitanti - Lieve recupero e stabilizzazione
Il sistema festivo: continuità e mutamenti
Il calendario rituale di Introdacqua è tra i più articolati della Valle Peligna e intreccia liturgia cattolica, pratiche popolari e residui di credenze arcaiche.Tra i riti invernali si segnalano:
•la questua della Vigilia di Natale, quando i bambini chiedevano la mancia “mandati da Gesù Bambino”;
•l’Epifania, con il bacio del Bambinello;
•Sant’Antonio Abate (17 gennaio), con accensione dei fuochi, musica e distribuzione dei renete (granturco lesso), simbolo di pace;
•San Biagio (3 febbraio), protettore della gola, con pratiche terapeutiche popolari. Il ciclo pasquale comprende la processione del Cristo morto e soprattutto la Madonna che scappa, rito di grande partecipazione comunitaria, rivendicato come più antico di quello sulmonese, seguita dalla processione delle Anime Sante il Lunedı̀ dell’Angelo. Il periodo estivo culmina con:
•San Rocco (16 agosto);
•la festa patronale dei Santi Feliciano e Antonio (20 agosto), introdotta tre secoli fa con il trasferimento delle reliquie dalle catacombe romane e arricchita da giochi popolari, concerti e fuochi, conclusa dal ballo della pupazza;
• la Sagra della porchetta e del prosciutto e la rassegna internazionale di cori folkloristici. A questi si aggiunge, nel dopoguerra, la festa di Santa Cecilia (22 novembre), legata alla fortissima tradizione bandistica locale.
Riti scomparsi e memoria popolare
Nella memoria orale spicca la Scornacchiera, la processione notturna dei morti del 2 novembre, durante la quale i defunti uscivano simbolicamente dalle tombe e attraversavano il paese in un corteo rigidamente ordinato. Il rito, accompagnato da filastrocche e prescrizioni comportamentali, costituiva uno dei momenti più intensi del rapporto tra vivi e morti. Persistono invece racconti legati a streghe, spiriti, briganti “buoni” come Tamburino, e a un complesso sistema di credenze educative e terapeutiche popolari, che regolavano il rapporto con il corpo, la natura e il sacro.
Le testimonianze restituiscono un mondo segnato dalla povertà, dalla conflittualità sociale, dai rapporti difficili con autorità civili ed ecclesiastiche, ma anche da una straordinaria vitalità culturale. Centrale è la tradizione bandistica, attestata almeno dal Settecento, che ha reso Introdacqua un unicum: ancora oggi esistono bande musicali e cori, e perfino le comunità di emigrati all’estero hanno fondato proprie bande.



