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Inquadramento territoriale e storico

Situata a 403 metri di altitudine, Sulmona è il principale centro urbano della Valle Peligna. Le sue origini affondano nel mito: la tradizione, ripresa da Ovidio (nato qui nel 43 a.C.), ne attribuisce la fondazione a Solimo, compagno di Enea. Già municipium in epoca romana e nodo viario cruciale, la città ha consolidato nei secoli un ruolo amministrativo e religioso di prim'ordine. Il suo patrimonio è una stratificazione di epoche: dalla Cattedrale di San Panfilo (XII secolo) al monumentale Complesso dell'Annunziata, fino all'acquedotto medievale che abbraccia la storica Piazza Garibaldi. A breve distanza, la Badia Morronese e il Santuario di Ercole Curino collegano la città alla storia dell'eremitismo di Celestino V e alla spiritualità antica.

Economia tradizionale e trasformazioni sociali

L'economia sulmonese è un riuscito connubio tra radici agricole, eccellenze artigianali e sviluppo industriale.

Agricoltura e Pastorizia: La terra peligna offre prodotti d'eccellenza come l'Aglio Rosso di Sulmona, unico per proprietà farmacologiche, oltre a viti, cereali e ortaggi. L'allevamento, un tempo asse portante, mantiene la presenza di bovini, ovini e suini.

Settore Dolciario: Sulmona è nota per i suoi confetti, prodotti in laboratori che fondono sapienza artigianale e scala industriale.

Industria e Servizi: Nel secondo Novecento, la crescita demografica (passata dai 18.000 abitanti del 1901 ai oltre 25.000 del 2001) è stata sostenuta da poli industriali come Magneti Marelli e Crodo, che insieme al terziario e al turismo, costituiscono oggi la principale fonte di reddito.

Andamento demografico

Andamento demografico

Sulmona mostra una crescita costante nel corso del Novecento, con un picco tra gli anni Ottanta e Novanta, confermando il proprio ruolo di polo urbano della valle.

Anno 1901 Abitanti 18.247

Anno 1951 abitanti 22.805

Anno 1981 abitanti 23.736

Anno 2001 abitanti 25.304

Il sistema festivo: continuità e mutamenti

Il culmine della vita comunitaria è rappresentato dalla Settimana Santa, un rito collettivo di straordinaria precisione coreografica curato dalle storiche confraternite:

Venerdì Santo: La processione dei Trinitari (in tunica rossa) segue uno schema rigoroso, con mazzieri, fanali e il "Tronco" (la croce processionale). Caratteristico è lo "struscio" del coro: un passo ritmico e ondulato che mima la fatica del Calvario. Un tempo, fino al 1932, il corteo entrava nella chiesa di Santa Chiara per l'adorazione delle suore di clausura.

La Madonna che Scappa in Piazza (Domenica di Pasqua): È il rito più atteso, curato dai Lauretani. Dopo il triplice annuncio della Resurrezione da parte di San Giovanni e San Pietro, la statua della Madonna esce da San Filippo Neri. Al centro della piazza, la Vergine inizia una corsa frenetica: il mantello nero cade rivelando quello verde, mentre dodici colombi si levano in volo.

San Panfilo (28 aprile): Festa del patrono e protettore della città.

Giostra Cavalleresca: Manifestazione di nuova fondazione (fine luglio/inizio agosto) che rievoca in chiave spettacolare i tornei tra i rioni storici, attirando migliaia di visitatori.

Riti scomparsi e memoria popolare

La memoria di Sulmona vive nei dettagli della gestualità rituale e nelle credenze che ancora oggi accompagnano le celebrazioni:

Gli auspici agricoli: Il rito della "Madonna che scappa" non è solo un atto di fede, ma un momento di divinazione popolare. Dall'andamento della corsa e dal volo dei colombi, i fedeli traggono ancora oggi auspici per l'annata agraria; una caduta o un intoppo sono visti come segni di sventura per i raccolti.

Il simbolismo dei germogli: Durante il Giovedì Santo, l'allestimento dei sepolcri prevede l'uso di vasi con semi di grano fatti germogliare al buio nei giorni precedenti, un richiamo arcaico alla rinascita della vita dal grembo della terra.

La staffetta delle confraternite: Un tempo molto sentito era il passaggio di consegne tra le confraternite rivali (Trinitari e Lauretani); ancora oggi, in prossimità dei "tre archi", i portatori si cedono il posto in un cerimoniale che segna i confini e le collaborazioni tra le diverse anime della città.